Duilio Cambellotti

n. 1876 Roma - m. 1969 Roma
Duilio Cambellotti si forma al Liceo artistico industriale di Roma sotto la guida di Alessandro Morani e di Raffaello Ojetti, in seguito si specializza nella cesellatura del metallo per abilitarsi poi, nel 1897, all’insegnamento presso le scuole d’arte.
Nonostante la formazione da scultore, Cambellotti esordisce sul sorgere del XX secolo come cartellonista e illustratore, grazie alla capacità di spaziare nei più diversi settori della produzione artistica. La sua poliedricità lo porta alla collaborazione con alcune riviste molto importanti, tra cui “L’Italia ride”, “Fantasio” e “Novissima”. Con l’intensificarsi delle attività in ambito di arti applicate Duilio Cambellotti arriva anche al teatro, diventando scenografo per lo Stabile di Roma e collaborando con D’Annunzio per la messa in scena della Nave nel 1908. Nel 1911 collabora con Balla, Cena e Marcucci all’allestimento della mostra delle scuole dell’Agro Romano, animato da quell’istanza sociale che accompagna gran parte della sua attività artistica. Lontano dal Futurismo e dalla secessione nel 1908 espone alla Biennale di Venezia per volere di Margherita Sarfatti, che lo porta a raccogliere le sue scenografie migliori. Negli anni Trenta abbandona la produzione di oggettistica per dedicarsi alla realizzazione di opere monumentali, tra cui commissioni per l’Acquedotto pugliese di Bari (1930) e per la Prefettura di Latina (1934).

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