Giacomo Balla

n. 1871 Torino (TO) - m. 1958 Roma (RM)
A quindici anni si iscrive all’Accademia Albertina e segue i programmi del corso preparatorio triennale frequentando contemporaneamente lo studio del fotografo Oreste Bertieri ed entrando in contatto con Pellizza da Volpedo. L’esordio espositivo è alla Promotrice di Torino nel 1891 con l’opera “Tramonto”, qui che sei anni dopo esporrà “Luci di marzo”. Nel 1895 si reca a Roma dove conosce tra gli altri Duilio Cambellotti, Serafino Macchiati e il poeta Giovanni Cena. Nel 1903 partecipa alla Biennale di Venezia con l’opera “Ritratto di Ettore Roesler Franz”. Nel 1910 è tra i firmatari del “Manifesto della pittura futurista”. A Roma nel 1913 espone le opere frutto degli sudi sul movimento durante la collettiva del Teatro Costanzi, dello stesso anno infatti sono le prime “velocità astratte d’automobili” e gli studi sul volo delle rondini. Insieme a Depero nel 1915 firma il manifesto “Ricostruzione futurista dell’Universo”. Nel 1921 decora in stile futurista la sala del Bal Tic Tac di Roma. Nel 1925 partecipa all’Exposition Internationale des Arts décoratifs di Parigi con Depero e Prampolini. Nel 1929 firma il “Manifesto per l’Aeropittura”. Nel 1937 con una dichiarazione su “Perseo” si dissocia dal futurismo per un ritorno al realismo.

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