Gino Boccasile

n. 1901 Bari (BA) - m. 1952 Milano (MI)
A Bari frequenta la Scuola d’Arte e Mestieri. Cieco di un occhio per un incidente infantile, si trasferisce a Milano e viene introdotto alla cartellonistica pubblicitaria da Achille Mauzan. Espone al Salon des Indèpendants di Parigi nel 1932. Collabora con i periodici La Donna (1932), Dea e La Lettura (1934), Bertoldo (1936), Il Milione (1938) e L'Illustrazione del medico (1939). Illustra libri per Rizzoli e Mondadori (molti "Romanzi della Palma" e copertine dei "Romanzi di Cappa e Spada"). Propone nei suoi disegni un tipo di donna florida e procace, solare e mediterranea, utile all'immagine positiva che il regime vuole propagandare. La popolarità arriva con la signorina Grandi Firme, espressione che indica la serie di "ragazze copertina" create per la rivista “Grandi Firme” dall'aprile 1937 al settembre 1938 (quando la testata sarà soppressa dal governo fascista). Durante la guerra crea numerosi manifesti e cartoline di propaganda per il regime, anche e soprattutto nel periodo della Repubblica di Salò. Con la Liberazione, viene condannato per collaborazionismo. In clandestinità illustra classici erotici. Partiti gli alleati nel 1947, riprende l'attività, soprattutto nella pubblicità, ma disegna anche per il Travaso, Incanto, Paradiso e Sette. Su quest'ultima testata ripropone una nuova pin-up, la signorina Sette, ideale ripresa del personaggio creato per Grandi Firme, ma la morte lo coglie improvvisa quando ha da poco superato i cinquant'anni, mentre sta illustrando Il Decamerone di Boccaccio: la sua ultima opera verrà pubblicata nel 1955.

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