Leonetto Cappiello

n. 1875 Livorno (LI) - m. 1942 Cannes
Leonetto Cappiello vanta una formazione artistica da autodidatta, implementata attraverso la riproduzione di alcune litografie antiche di proprietà della famiglia che riproducevano capolavori del Rinascimento italiano. L’esordio espositivo è precoce e risale al 1891, quando Cappiello espone quattro tele (Studio dal vero, Ritratto, Nuovolo e Mattino) alla Promotrice Fiorentina, esposizione in cui la memoria tardo-macchiaiola dialoga con le avanguardie impressioniste. Nel 1896 pubblica la sua prima raccolta di caricature, La lanterna magica, e l’anno successivo a Parigi entra in contatto con Giacomo Puccini, in quel momento all’apice della sua carriera in seguito al successo ottenuto con le fortunate rappresentazioni della Bhoème. Di Puccini Cappiello realizza una caricatura, pubblicata sulla rivista “Le Rire”, che darà inizio alla serie intitolata Les contemporaines. Collabora come caricaturista con diverse riviste tra cui Le Figaro e Le Journal, arrivando a pubblicare la sua seconda raccolta sulla prestigiosa Revenue Blanche nel 1899.
Nel 1900 inizia ufficialmente la sua attività di cartellonista professionista in collaborazione con Vercasson, che per 16 anni diviene quasi in esclusiva il tipografo dei suoi manifesti. In Italia invece Cappiello intraprende una proficua collaborazione con le Officine grafiche Ricordi di Milano, per le quali realizza tra il 1900 e il 1907 la serie di E. A. Mele di Napoli, e negli anni Venti i manifesti per il Bitter Campari. Nonostante la sua attività sia fortemente legata alla grafica Cappiello non smette mai di dipingere e nel 1922 ha un’intera sala alla Biennale di Venezia, cui seguono altre esposizioni che culminano nella partecipazione del 1926 a Milano alla Mostra del Novecento italiano con litografie, tempere e altri tre dipinti.
Tratto stilistico distintivo dell’attività grafica di Cappiello è l’utilizzo di un punto di vista leggermente riabbassato.

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